L’Unione Europea ha approvato il sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, introducendo nuove misure mirate a rafforzare la pressione economica su Mosca.
Uno dei punti centrali del pacchetto riguarda il blocco di 73 petroliere appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata dalla Russia per esportare petrolio aggirando le restrizioni già in vigore. Le nuove disposizioni prevedono inoltre restrizioni mirate per tredici banche russe, oltre a sanzioni nei confronti di diverse aziende e individui accusati di sostenere l’azione militare in Ucraina.
Le misure colpiscono settori strategici dell’economia russa, come l’alluminio, il commercio petrolifero e il sistema bancario. È previsto un divieto progressivo sull’importazione di alluminio di origine russa, che porterà gradualmente a un blocco totale. Saranno inoltre introdotte limitazioni all’esportazione verso la Russia di prodotti chimici, cromo e componenti per macchinari di precisione, insieme al divieto di fornire servizi alle raffinerie di petrolio e gas.
Questo nuovo pacchetto rappresenta un ulteriore passo nella strategia dell’UE per indebolire la capacità economica e industriale della Federazione russa, mentre continuano gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica del conflitto.
Con la Decisione PESC 2025/338 del 18 febbraio 2025, l’Unione ha inoltre prorogato di un anno – fino al 24 febbraio 2026 – le misure restrittive previste dalla Decisione PESC 2022/266, relative al riconoscimento e all’occupazione illegale di alcune aree ucraine da parte della Russia.

